Editoriale

Non è senza un certo orgoglio che la cooperativa delle LiberEtà di Napoli arriva dopo un intenso anno di lavoro ad annunciare e a presentare l’apertura a Napoli di un centro di life long learning: apprendimento permanente rivolto all’intera popolazione adulta urbana.
E non si tratta tanto dell’orgoglio di chi, avendo speso energie e tempo, vede alla fine la propria idea concretizzarsi, quanto piuttosto della consapevolezza, e dell’augurio, che si tratti di un atto fondativo e di un passo, in una città come Napoli, foriero di futuro. Per due ordini di motivi. Innanzitutto perché raccoglie l’esigenza di una cittadinanza attiva, portatrice di una richiesta culturale che va ben al di là della titolarità dei percorsi istituzionali e che sa riconoscere l’importanza dei saperi cerniera con il mondo del lavoro. E, in secondo luogo, proprio perché il mondo del lavoro si trova oggi in una situazione tale da richiedere sempre più una capacità adattativa che sovente rischia di andare al di là delle possibilità psicologiche, economiche e di adattabilità professionale del singolo, di fatto lasciato solo di fronte a se stesso. È giustappunto a questo isolamento che l’Università delle LiberEtà intende dare una risposta che, come ogni risposta culturale, non può che essere quella di “situarsi insieme”, in un luogo in comune che sappia accogliere pluralità di mondi, di saperi, di passioni, di curiosità, di competenze e, soprattutto in vista di una dimensione europea, di bisogni culturali primari quali le lingue e i linguaggi tecnici e tecnologici. Saperi e passioni, insomma, dal cui intreccio ci auguriamo si generino e si liberino energie vitali per la nostra città, che sappiano convogliarsi e divenire motore sia di cambiamento sia di creatività sociale.
E che altro dovrebbe essere un’Università se non un luogo di incontro tra generazioni in cui possano liberamente entrare in comunicazione e scambiare competenze?
In questo anno di preparazione e costruzione del progetto, abbiamo più volte potuto verificare quanto in fondo già sapevamo sulla ricchezza e generosità culturale della popolazione napoletana, e quando abbiamo cominciato a coinvolgere il gruppo docenti nel progetto di apprendimento permanente per adulti, il loro entusiasmo è stata una grande fonte d’incorraggiamento per la nostra scommessa che, ora sì, vediamo crescere di giorno in giorno con trasporto e entusiasmo sempre maggiori. Eppure sappiamo che si tratta solo del primo passo verso ciò cui vorremmo che l’intera città si proietti: non solo divenire modello di “città che apprende”, Learning City, in linea con l’Europa, ma città che già sa e continui a fare mondo ben al di là dei localismi nei quali troppo spesso si tende a confinarla.
L’Università delle LiberEtà di Napoli nasce avendo scelto a riferimento l’omonima Università delle LiberEtà di Udine che, attraverso l’impegno diretto del suo presidente professoressa Pina Raso, ha coordinato la fase di progettazione dell’iniziativa di Napoli e reso disponibile il modello organizzativo-didattico e la denominazione originali, mettendo anche a disposizione lo staff delle LiberEtà di Udine.